Sliding Doors

Arvydas Sabonis – Back to the USSR

Arvydas è un po’ come quella biondina che vestiva sempre gonne a fiori con cui sei uscito per un paio di mesi quando eri più giovane, che poteva essere quella veramente giusta per te e che poi rivedi per caso anni dopo. Che ci parli, ci bevi un caffè, vieni a sapere che è sposata, ha un figlio, sta bene. Che ti viene quasi da dirle che sai, ogni tanto penso ancora a cosa sarebbe potuto succedere se non me ne fossi andato a tremila chilometri da noi per troppo tempo, ma poi lei ti guarda, e capisci che ha capito, che sa che le tue labbra stanno per aprirsi a dire quelle parole, e il suo sguardo ti sta dicendo che non serve che tu glielo chieda, anzi, che è meglio che tu non dica nulla, che tanto ormai è andata così, e lei è comunque felice della sua vita. Arvydas Sabonis è quello sguardo.

Il Testamento di Tito – Sogno di una Nazionale che non vedremo mai

Ci sarebbe la possibilità di avere tutto il locale per noi?, aveva poi domandato Bora. L’oste aveva risposto scuotendo lentamente la testa che no, purtroppo questa possibilità non esisteva, che ancora non c’erano prenotazioni per la sera successiva ma che sicuramente qualcuno sarebbe passato. Bora lo aveva lasciato finire, poi “Mi creda, la nostra federazione saprebbe ringraziarla a dovere”, un accenno di sorriso, la frangia scostata dagli occhiali con un rapido movimento del capo.

 

El Pibe de la Mole

Magari Diego avrebbe dovuto diventare l’eroe della Bombonera, oppure andare al Siviglia da giovane e portarla sul tetto di Spagna, oppure prendere una squadra del Sud Italia sulle spalle, farla vincere e finire come statuina nei presepi al posto del Bambin Gesù…