La Maledizione del Genio

Günter Netzer – Come Fly With Me. Le mille vite del Gastone con l’accento tedesco

“Adesso gioco”. Günter Netzer occupa il campo visivo di Hennes Weisweiler solo per qualche secondo mentre sveste la tuta da riscaldamento, camminando verso il centro del campo. Weisweiler non reagisce nemmeno, sa che è la cosa migliore da fare. D’altronde, Günter è così, nessuno lo conosce meglio di lui. Weisweiler non si era stupito nemmeno quando, all’intervallo, Netzer si era rifiutato di entrare. “Preparati, ora entri” “Io? Nemmeno per sogno”.

 

Se ti tagliassero a pezzetti – Lettera a Dejan Savicevic, il Genio di Titograd

Ogni tuo tocco di palla era uno schizzo di pittura su una tela su cui potevi disegnare solo tu, i tuoi capelli ricci di chi la mattina della partita si è svegliato troppo tardi per guardarsi allo specchio, ti abbassavi a prendere la palla in zone del campo che a Milano non avresti mai più calcato e ti immergevi in una selva di dribbling da cui uscivi decine di secondi dopo con qualche livido in più sulle caviglie.

Perché non ce l’hai fatta, Mimmo?

…e poi nel 2003 Parma. Cinque stagioni, 16 gol in 101 presenze. C’è chi vede in questo Morfeo una sorta di resurrezione, quelli che lo hanno amato ci vedono solo il rimpianto di un aprile, colpi di genio di uno che avrebbe potuto farla veramente la differenza…

Corrado Grabbi – Perdersi tra Moggi e Shearer su un aereo per Cosenza

Già me lo vedevo insidiare il posto appena conquistato da Del Piero. Sto ragazzino che arriva, corre per venti metri, ignora Ravanelli al suo fianco e la butta dentro. “Questo ne segnerà a caterve in Serie A. Ne sono certo”.

Sarà la sua unica realizzazione nella massima serie.

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