Preferiti

      Insomma, potremo avere i nostri cocchi prediletti, giusto? Potremo essere liberi di pensare che Martin Jorgensen sia uno dei più grandi talenti incompresi degli ultimi venti anni, che Stéphane Dalmat fosse un unto dal Signore o che un’ala come Marc Overmars non tornerà per i prossimi vent’anni? Noi crediamo fermamente che sì, lo siamo. Che è giusto che noi si possa continuare a credere che forse, se questi avessero fatto più rumore, oggi sarebbero considerati talenti andati perduti alla stregua di un Balotelli (quanto ci è costato scrivere questo rigo).

Elogio della Normalità

      Qual è la più grande differenza tra i soloni delle case televisive che detengono diritto di vita e di morte su ogni partita del Vecchio Continente e l’allenatore di una qualsiasi squadra dalla terza categoria in su? Che i primi vorrebbero avere undici trequartisti in campo, i secondi invece riconoscono l’essenzialità di elementi d’equilibrio all’interno dell’undici titolare. E questi elementi di equilibrio, questi Gary Neville, questi Claude Makelele, vengono troppo spesso dimenticati, sacrificati sull’altare della spettacolarità. Non ci si ricorda quanto fosse difficile per un esterno saltare Michael Tarnat, o quanta larga parte della fortune del Porto di Mourinho fosse dovuto a Maniche. E noi, sinceramente, di questa polvere sulle videocassette ci siamo stufati. Elogio della Normalità pure.

Arbiter Elegantiae

      Abbiamo i nostri punti deboli. Alcuni si sono ritirati, altri giocano, altri infine devono ancora diventare qualcuno. Qua vi spiegheremo perché ci siamo innamorati di alcuni profili, perché riteniamo che un giocatore ritenuto universalmente bravo ma nulla più sia per noi in realtà un quasi fenomeno, o perché vorremmo avere sempre in squadra con noi un tal altro calciatore. Arbiter Elegantiae, potrete essere d’accordo oppure no, ma questa è casa nostra e ci scriviamo quello che ci pare.